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MOSTRE
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Data Inizio:
Data Fine:
Organizzatore:
Galleria d'Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
e mail: studio.c.immagine@gmail.com

MOSTRA PERSONALE DI ANDREA SALTARELLI

TRA MONDI INTERIORI E ANTICHE MEMORIE

10 – 28 GENNAIO 2026
Alla Galleria d'Arte Contemporanea “Studio C” di Piacenza, in via Giovanni Campesio 39, si inaugura sabato 10 gennaio, alle ore 18, la mostra personale di Andrea Saltarelli dal titolo “Tra mondi interiori e antiche memorie”. Nato a Milano, attualmente vive e lavora in Versilia con studio personale a Pietrasanta. Ha studiato prima all’Istituto per geometri di Lucca e poi ha frequentato pure il Liceo Artistico della stessa città ma la sua formazione si è completata e realizzata attraverso varie e diversificate esperienze. Grande viaggiatore, ha attraversato e percorso il mondo intero per conoscere altre storie, altre vite, altre culture. Tutto questo ha certamente arricchito la sua istintiva e innata curiosità, ma ha altresì aumentato il suo bagaglio umano e culturale fornendogli preziosi elementi da portare ed immettere nella sua espressione artistica. Personaggio di grande interesse sia per la sua fervida vena fantastica e creativa, che per la sua profonda cultura storica e antropologica, è ormai conosciuto ed apprezzato per aver ideato la particolare tecnica del “Graffittico” ottenuta spalmando un particolarissimo intonaco su tavola o tela, adatto ad accogliere l’incisione di un disegno su base nera sul quale vengono poi applicate resine colorate in diverse e molteplici sfumature: ricordo e memoria di antiche scritture, di segni preistorici, respiro del tempo e della storia, ma anche elemento di forte novità nel campo della pittura, come fortemente innovativa è tutta la sua espressione che, pur ricollegandosi ai famosi monumenti antropomorfi della Lunigiana (le stele), riesce a farsi oltremodo attuale e contemporanea. Saltarelli infatti riprende le forme archetipe ed essenziali di quelle sculture, ma le legge e le interpreta con spirito nuovo e diverso, le elabora con il suo segno e i suoi colori fino ad ottenere qualcosa di unico e straordinario. Senza dubbio il nostro artista ha subito, e ancora continua a subire, il fascino magico e segreto dell’arte primitiva così come in passato lo avevano subito altri grandi artisti quali Matisse, Picasso, Dubuffet e poi ancora Brancusi e Giacometti. Ma Andrea Saltarelli si affranca da tutto e da tutti riuscendo ad essere libero e personale, autentico ed unico. La sua pittura infatti, lo dice lui stesso, “è come l’ombra della sua anima, un riflesso opaco di un’esistenza in continuo divenire, una timida rappresentazione di una costante ricerca interiore…”. Allora tutta la pittura del nostro artista diventa fortemente simbolica e le forme sintetiche e stilizzate dei suoi personaggi ci proiettano verso atmosfere e dimensioni a noi sconosciute, parlano lo stesso linguaggio delle incisioni rupestri e si vestono di magia, ma allo stesso tempo ci obbligano pure a profonde e sentite riflessioni: riflessioni sull’arte, sulla vita, sul passato, ma anche sui nostri complicati giorni. Queste statue misteriose, enigmatiche e bellissime ci vogliono innanzitutto ricordare che la creatività è sempre stata una tendenza naturale dell’essere umano e quindi una disposizione universale dell’uomo fin dalla sua origine. L’arte non ha confini ne’ limiti di tempo. Ogni dipinto o scultura antica è un tassello importante nel puzzle della nostra storia che ci invita a riflettere. La condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo è, infatti, quanto mai complessa e articolata. Il consumismo, l’alienazione, l’arrivismo sociale, il culto della personalità, il desiderio di apparire e mille altre cose ancora, rendono l’esistenza di ognuno particolarmente caotica e conflittuale, creano situazioni di enorme disagio, alimentano sogni e illusioni che poi, purtroppo, si scontrano con la cruda realtà. Tutto ciò genera situazioni al “limite” e spesso grottesche, dove i normali comportamenti assumono contorni irreali, o meglio, surreali, e la realtà muta a seconda dei desideri dei protagonisti i quali cambiano ruoli e funzioni seguendo un copione fantastico e provvisorio, fuori dagli schemi e presente solo nel loro immaginario. In una realtà come questa, dunque, l’unica via di fuga per conservare la propria libertà ed autonomia di pensiero è rappresentata dal sogno e dall’inconscio, dalla fantasia e dalla creatività. Anche il colore, in Andrea Saltarelli, sembra adeguarsi alle tematiche e la sua materia, leggera ed evanescente, comprende una vasta gamma cromatica che va dai bruni degli sfondi agli azzurri delicati dei cieli, dai grigi plumbei delle nubi alle accensioni dei costumi. Colori splendidi, che rivelano altresì l’ottima impostazione grafica dell’artista, abile e raffinato disegnatore, sensibile e acuto interprete di sogni e realtà visionarie. Affascinanti e coinvolgenti le atmosfere che avvolgono le sue opere dove cose, persone ed oggetti vengono accostati in modo insolito e calati in una dimensione silente, irreale, sospesa e al di fuori del tempo e dello spazio. Una mostra, dunque, che si preannuncia come un vero e proprio viaggio interiore, oltre il visibile e la naturale percezione dei fenomeni naturali e un'espressione pittorica capace di indagare emozioni e sensazioni e spingersi in profondità, dentro l'anima e la coscienza. Così il reale che Andrea Saltarelli propone a chi osserva i suoi quadri non è solo quello descritto e rappresentato, ma anche, e soprattutto, quello indagato, evocato, capovolto. In ogni opera di questo nostro artista si rivela sempre, con grande spontaneità e naturalezza, il rapporto tra l'esterno e l'interno, tra il dentro e il fuori, tra l'essere e l'apparire. Pittura forte e potente, fatta di cuore, sentimento e ragione e rivolta al sociale e all’interiorità. Con le sue opere, Saltarelli ci invita dunque a ritrovare in pieno la nostra autonomia e personalità, la nostra vera ed autentica libertà per esprimere fino in fondo il nostro pensiero e le nostre riflessioni.
La rassegna, che chiuderà il 28 gennaio, sarà introdotta dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini

ORARI: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura

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