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MOSTRE
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Data Inizio:
Data Fine:
Organizzatore:
Galleria d’Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
e mail: studio.c.immagine@gmail.com



MOSTRA PERSONALE DI ADRIANO CECCO

HERBARIUM, GEOMETRIE DELL’INFINITAMENTE PICCOLO

19 SETTEMBRE – 7 OTTOBRE 2026

Alla Galleria d'Arte Contemporanea “STUDIO C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 19 settembre, alle ore 18, la mostra personale di Adriano Cecco dal titolo “Herbarium, Geometrie dell’infinitamente Piccolo”. Nato a Bussolengo (Vr) e residente a Verona, Adriano Cecco vanta un variegato e interessante curriculum critico-espositivo fatto di mostre, personali e collettive, tenute in tutta Italia e in svariate capitali d'Europa. Tra queste una menzione particolare merita senza dubbio la sua partecipazione alla quarta edizione della Triennale di Roma presso la Galleria del Cembalo e poi la costituzione del gruppo “Acca” insieme alla collega artista Anna Caser con la quale ha condiviso la creazione di diverse installazioni. Interessato all'arte fin dalla giovanissima età, ha dapprima optato per un'altra sua grande passione, la scienza, e la chimica in particolare, materia nella quale si è laureato ricoprendo incarichi di responsabilità presso una nota azienda pubblica. Tutto questo senza mai dimenticare la pittura, sua innata, smisurata passione. E così eccolo all'Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, pronto a riprendere il cammino nel magico mondo dell'arte, a dare corpo e voci a colori e materia che, nelle sue mani, acquistano valori e significati intensi, diventano simbolo e metafora dei nostri giorni, si fanno linguaggio estetico nuovo e contemporaneo. Arte intensa e sentita, quella dell'artista veneto, quasi un prolungamento della sua stessa vita, un bisogno autentico di esternare emozioni, sentimenti e stati d'animo per un'espressione tutta d'istinto, libera e creativa, al di fuori degli schemi accademici, quasi un atto liberatorio, un'esigenza intima di trasmettere messaggi e farsi veicolo di comunicazione.
Dopo un primo periodo caratterizzato da influenze barocche e dall'uso di una materia intrisa di umori ed evocazioni, Adriano Cecco è quindi giunto all'attuale espressione dove le forme e i colori assumono significati di carattere spaziale ma si rivestono altresì di una forte simbologia legata alla vita e all'esistenza. Ne è una chiara ed evidente dimostrazione questa mostra dove l’artista concentra la sua attenzione sul meraviglioso mondo della natura e in particolare sul regno vegetale. Nella natura, infatti, e soprattutto nelle piante, è racchiuso il segreto della sopravvivenza degli uomini e dell’intero pianeta. Le piante sono davvero organismi interessanti e incredibili contrariamente a quanto il pensiero comune creda anzi, osservandole e studiandole con attenzione, emerge sempre più la consapevolezza che esse saranno in grado di fornire la soluzione a molti problemi futuri. La nostra realtà infatti, sempre più oppressa dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalle malattie, sta cercando di trovare valide soluzioni proprio dalla vita complessa dei vegetali. Da queste opere riemerge dunque una delle grandi passioni di Adriano Cecco, quella che per lungo tempo ha costituito il cuore e la sostanza della sua esistenza: la passione e l’amore per la scienza e la ricerca. L’acqua, elemento primordiale e fonte di vita è stato senza dubbio il punto di partenza di questa nuova ricerca artistica: acqua, filo conduttore che lega e unisce il micro e il macrocosmo, acqua soglia di accesso a nuove e imprevedibili dimensioni. Le opere di Adriano Cecco, allora, eseguite con grande fantasia e creatività, ma sorrette sempre da una straordinaria capacità tecnica, catturano lo sguardo, sovvertono le percezioni e diventano finestre spalancate su un mondo fantastico. E la strada scelta dal nostro artista per esprimere tutto questo non è certamente quella figurativa, bensì quella della sintesi estrema dell'immagine dove tutto è forma, colore, luce e materia. Pittura di chiara derivazione Informale e che, per certi versi, sembra rimandare ai “grandi” dell'Espressionismo Astratto, a Kline, Sam Francis e De Kooning, ma con qualità e caratteristiche completamente nuove, autonome e fortemente originali. Ogni opera di Adriano Cecco, infatti, pur partendo da dati concreti e reali, in corso d'opera finisce sempre per diventare un vero e proprio viaggio interiore, un'inaspettata escursione capace di spingersi oltre il visibile e la naturale percezione dei fenomeni.
In questa mostra piacentina l’artista presenta diverse opere, alcune anche di grandi dimensioni, che rendono appieno tutta quanta la sua forza espressiva, la particolare sensibilità cromatica e il gusto compositivo elegante e raffinato: elementi, questi, che riescono a trasformare tutto ciò che è vero e reale, concreto e tangibile in emozione pura, in contemplazione ed estasi poetica. Pittura che diventa fotogramma del tempo e del divenire in quanto la sua strategia compositiva crea di continuo nuove e inaspettate potenzialità espressive, situazioni dinamiche dove colore e segno costruiscono accordi, corrispondenze, equilibri instabili. Al massimo livello di concentrazione i ritmi si accentuano, le tensioni si fanno più acute, i colori passano dal chiarore all'offuscamento e i segni provocati dalle sovrapposizioni creano forti interferenze tra luce e ombra. Questa stringente dialettica e questo modo di procedere rafforzano nell’artista ma soprattutto nell’osservatore, la convinzione che l'atto pittorico non risponde affatto a vincoli prefissati, ma segue piuttosto l'inquietudine del presente, la voce intima e segreta dell'emozione. Ci sono poi, nell'espressione di questo bravissimo artista, straordinarie ed intriganti evanescenze, lente e graduali dissolvenze delle immagini, diafane e rarefatte trasparenze che non sono per nulla casuali o involontarie, ma che rappresentano, invece, la ferma e precisa volontà dell'artista di essere e stare sempre dalla parte della pittura, di viverla e praticarla in ogni attimo e in ogni momento seguendone fasi e mutamenti. Così, sulle luminose pareti della galleria sfilano, una ad una, le immagini di Adriano Cecco e sono scenografiche visioni, campiture cromatiche e libere costruzioni della mente dove la realtà si confonde con il sogno e la fantasia, con il pensiero e la riflessione. Una ricerca prolungata e continua del segno, del colore e del gesto che, nel tempo, è giunta ad una maturità piena e che si manifesta chiaramente nella potenza della scala cromatica, nella leggerezza e delicatezza dei tracciati, nell'eleganza delle forme adottate. Prendono corpo in questo modo le sue creazioni, che, sempre più spesso, sembrano farsi meditate e raccolte, intime e psicologiche, vere e proprie palpitazioni emotive.
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 7 ottobre.
Orari: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura.


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